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7 aprile 2016

SOSTITUIBILITÀ' DELLA FIRMA AUTOGRAFA: NORME E CONDIZIONI

In questo articolo introduciamo il principio della sostituibilità della firma autografa con quella della indicazione a stampa sul documento prodotto dal sistema automatizzato del nominativo del soggetto responsabile.
E’ la legge 59/97 all'articolo 15, comma 2 che riveste tale principio di carattere normativo. Con l’articolo menzionato inizia dunque la storia italiana del documento informatico e della firma digitale, ex lege: “Gli atti, i dati, i documenti formati dalla Pubblica Amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge”.
Quindi da questo è chiaramente desumibile come ex nunc dalla data di sottoscrizione normativa un documento siglato con firma digitale ha lo stesso valore del suo omologo cartaceo. Le implicazioni sono notevoli anche per il settore privato: dalla validità dei contratti on-line alla possibilità di emettere fatture commerciali o ordini di acquisto.

Chiariamo, però, cosa veramente si intende per “firma digitale”. Essa è il risultato di un complesso algoritmo matematico, considerata dalla legge come una particolare specie di “firma elettronica”, alla stregua di un sistema di autenticazione di documenti digitali analogo alla firma autografa su carta. Essa può essere pienamente utilizzata non solo per la sottoscrizione del documento informatico, ma anche nella conservazione documentale sostitutiva, nella fatturazione elettronica, nello scambio di documenti informatici in procedimenti amministrativi che hanno eliminato la carta, come strumento di autenticazione in rete nei confronti della Pubblica Amministrazione. La titolarità della firma digitale è garantita dai certificatori: si tratta di soggetti con particolari requisiti di onorabilità accreditati presso il Centro Nazionale 3 nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) che assicura l’associazione univoca tra la chiave pubblica da usare per la verifica e il titolare della corrispondente chiave privata.
Per par condicio dobbiamo indicare che contrariamente la firma a stampa citata nell'esame della capacità sostitutiva della firma digitale altro non è che un’attribuzione attraverso un timbro, recante nome e cognome, della paternità dell’atto.

Tornando ora, ai riferimenti normativi è essenziale e necessario chiarire che Il primo riferimento normativo lo possiamo rintracciare nel D.lgs 39/1993: Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche. All'art. 3 dello stesso:
“1. Gli atti amministrativi adottati da tutte le pubbliche amministrazioni sono di norma predisposti tramite i sistemi informativi automatizzati.
2. Nell'ambito delle pubbliche amministrazioni l'immissione, la riproduzione su qualunque supporto e la trasmissione di dati, informazioni e documenti mediante sistemi informatici o telematici, nonché l'emanazione di atti amministrativi attraverso i medesimi sistemi, devono essere accompagnati dall'indicazione della fonte e del responsabile dell'immissione, riproduzione, trasmissione o emanazione. Se per la validità di tali operazioni e degli atti emessi sia prevista l'apposizione di firma autografa, la stessa è sostituita dall'indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile.”
Pare chiaro ed evidente come il Legislatore in prima battuta con la redazione del suddetto decreto ha inteso inglobare tutti gli atti amministrativi in genere, senza fare specifiche in merito. Ha cercato di raccogliere tutti i possibili atti che l’Amministrazione è atta a compiere nello svolgimento del suo ordinario lavoro.
Sono stati sufficienti però il trascorrere di un paio di anni e con il finire del 1995, precisamente il 28 dicembre che è stata portata alla luce la Legge 549.
Con il suo ingresso all'art. 1, comma 87 il legislatore era intervenuto allo scopo di rendere più snello il procedimento di formazione e di emissione degli atti impositivi, considerando che nella totalità dei casi questi sono prodotti con sistemi informatizzati. L’articolo in questione difatti dispone che “la firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi regionali e locali sugli atti di liquidazione e di accertamento possa essere legittimamente sostituita dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile, nel solo caso in cui gli atti siano prodotti con sistemi informativi automatizzati. Il nominativo del funzionario responsabile per l'emanazione degli atti in questione, nonché la fonte dei dati, devono essere indicati in un apposito provvedimento di livello dirigenziale”

Risulta evidente dalla normativa in questione, che in alternativa alla firma autografa tradizionale del funzionario, può essere apposta, sull'atto, formato attraverso sistemi automatizzati, anche quella a stampa, ma è senza dubbio implicita la modifica oserei dire sostanziale che incorpora lo stesso comma. Difatti, sembra che la ratio desumibile sia quella di adottare questa espressa Legge per tutti quegli specifici atti amministrativi riguardanti materia tributaria. Nello stesso comma si fa espresso riferimento agli atti di accertamento.

Importante quindi è chiarire come il Legislatore ha agito cercando in prima battuta nel 1993 con una risoluzione globale alla disciplina della firma autografa, che stava prendendo sempre più forma e determinazione in quegli anni, ma in seconda battuta, nel 1995, ha cercato di disciplinare nello specifico la materia, andando a calare la questione nel merito dei soli atti di accertamento e liquidazione disciplinati dalle norme tributarie posti in essere dalla PA.

Appare evidente che ci troviamo in presenza di due normative che regolano il principio della sostituibilità della firma autografa con quella della indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile sul documento, condicio sine qua non è senza alcun dubbio che l’atto sia prodotto da sistemi informativi automatizzati e che sia precedentemente stato emanato un provvedimento dirigenziale indicando il nominativo del funzionario responsabile e la fonte dei dati.

  
 
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