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11 luglio 2016

DENUNCIA IMU E RAVVEDIMENTO OPEROSO: SANZIONI RIDOTTE

Anche se scaduta lo scorso 30 giugno, grazie al ravvedimento operoso, è ancora possibile rimediare a omissioni o errori relativi alla dichiarazione Imu-Tasi del 2015. E’ però vero che non tutte le violazioni sono regolarizzabili. Caso cardine è senz’altro quello relativo agli immobili merce delle imprese costruttrici. Tali unità, se non locate, sono totalmente esenti da Imu. L’articolo 2, comma 5-bis, Dl 102/2013 prevede che il contribuente debba presentare, a pena di decadenza, la denuncia tributaria entro il 30 giugno dell'anno successivo. Ne consegue che se un'impresa ha applicato nel corso del 2015, per la prima volta, l'esenzione per determinate unità immobiliari, avrebbe dovuto necessariamente rispettare il termine: se non lo ha fatto, l'agevolazione è decaduta. Si tratta però di un'eccezione, poiché nella disciplina Imu-Tasi la regola è che la presentazione della denuncia non è mai condizione costitutiva per ottenere un'agevolazione. L'obbligo della denuncia Imu, inoltre, non sussiste per la gran parte delle variazioni immobiliari che, transitando per il sistema di interscambio dei dati catastali, sono comunque conoscibili da parte dei Comuni. Dalle istruzioni alla compilazione della denuncia Imu, inoltre, si desume che le possibilità di incrocio dei dati da parte degli enti locali vanno ben oltre il citato protocollo informatico. In tutti questi casi, non vi è dunque obbligo di denuncia e l'unico adempimento previsto è il pagamento dell'imposta alle scadenze di legge. E’ obbligatorio invece, denunciare l'acquisto di un'area fabbricabile e le sue variazioni di valore. Allo stesso modo, il contribuente deve dichiarare la data di inizio e di fine dello stato di inagibilità o inabitabilità di un immobile, a meno che il Comune non ne sia a conoscenza per altre vie (come l'ordinanza di sgombero del fabbricato). Se l'omissione o l'infedeltà dell'adempimento dichiarativo si è accompagnata a pagamenti omessi o insufficienti, la violazione da regolarizzare è solo quella dichiarativa che "assorbe" l'illecito sul versamento. Se la violazione è l'omessa presentazione della denuncia, il ravvedimento entro 90 giorni dalla scadenza costa il 10% dell'imposta non versata (un decimo del 100%). Con la riforma delle sanzioni è stato poi introdotto il termine breve di 30 giorni, entro il quale la sanzione base è dimezzata. Dunque la tardiva denuncia presentata entro il 30 luglio comporta una sanzione ridotta del 5 per cento. Oltre la scadenza di 90 giorni, è corretto ritenere che il ravvedimento sia ancora possibile entro il 30 giugno 2017, con il pagamento della sanzione ridotta del 12,5% (un ottavo del 100%). Se la dichiarazione è infedele, invece, è possibile la regolarizzazione intermedia entro 90 giorni, con il versamento della sanzione ridotta del 5,56% (un nono del 50%), insieme alla presentazione della denuncia corretta. Superati i 90 giorni, anche in questo caso il termine ultimo è il 30 giugno 2017, con applicazione della sanzione ridotta del 6,25% (un ottavo del 50%) e sempre con la maggiorazione degli interessi legali.



 
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