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20 settembre 2016

AL VIA LA RIVOLUZIONE CULTURALE NELLE GARE E NEGLI AFFIDAMENTI DI LAVORI E SERVIZI

L’obiettivo di una totale trasparenza e imparzialità nelle gare e negli affidamenti di lavori e servizi è quello che il legislatore si è prefissato iniziando un lungo percorso costituito da graduali step. 
La riforma del codice degli appalti ha segnato l’inizio del processo. All'articolo 36, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, innanzitutto ha stabilito che all’ANAC è affidata la definizione delle modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti nelle attività relative ai contratti di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea e migliorare la qualità delle procedure, delle indagini di mercato nonché la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. Così l’ANAC diviene principale protagonista della nuova struttura. E’ pertanto di pochi giorni fa l’ultima strigliata ai Comuni che porta la firma di Cantone, guida dell’autorità, in cui si ritiene illegittimo il bando di gara per la gestione dei tributi minori nel caso in cui il Comune richieda alle società partecipanti, oltre all'iscrizione all'albo nazionale, anche un fatturato annuo di 2 milioni di euro e un organico di almeno 20 unità lavorative. Si è discusso in sostanza se i Comuni potessero richiedere ulteriori requisiti di partecipazione alle gare, oltre la necessaria iscrizione all'albo, tra cui: aver maturato la pregressa esperienza in un determinato numero di Comuni e con un minimo di abitanti, aver conseguito nel triennio precedente alla gara un fatturato minimo, avere un numero minimo di dipendenti eccetera. Dopo un primo periodo di «oscillazione» giurisprudenziale da parte dei Tar, il Consiglio di Stato ha risolto la questione in senso positivo (sentenze n. 3809/2011, n. 4889/2012 e n. 1761/2013). Ma occorre comunque che le clausole non siano arbitrarie o sproporzionate rispetto all'oggetto e al valore del contratto, tali cioè da non restringere - oltre lo stretto indispensabile - la platea dei concorrenti evitando così di precostituire situazioni di privilegio. 
Il nuovo Codice Appalti inteso come primo step per l’ambizioso processo di trasparenza non è rimasto isolato. 
Consip difatti ha varato un progetto che sarà operativo entro la fine del 2016 denominato “Progetto Cruscotto Gare” per dare informazioni in tempo reale sull'avanzamento delle procedure di gara Consip. Diverrà quindi uno strumento dinamico che intende rispondere alle richieste che la collettività in generale rivolge alla Pubblica Amministrazione, rendendo così sempre più chiare e trasparenti dette procedure. 
Pertanto, con questa innovazione si potranno valorizzare i benefici della centralizzazione degli acquisti che potranno così estendersi garantendo nello stesso momento procedure di gara in un ambiente concorrenziale in cui tutte le imprese partecipano alla pari e hanno eguali possibilità di far prevalere la qualità della propria offerta.
Nel dettaglio sarà possibile conoscere lo stato di avanzamento dei lavori dalla pubblicazione del bando fino all'aggiudicazione, in quale delle principali fasi essi si trovino con l'eventuale dettaglio anche per i singoli lotti, qualora presenti. Il tutto accompagnato da un glossario utile a comprendere terminologia e variabili di lettura. Accanto alle informazioni di base saranno presenti una serie di indicatori generali che faranno riferimento al complesso delle procedure di gara in corso. Sarà altresì possibile conoscere in ogni momento quante sono le procedure di gara che Consip ha in corso, distinte per criterio di aggiudicazione e suddivise per fase della procedura in cui si trovano. Inoltre saranno presenti dei cruscotti riassuntivi, sempre aggiornati in tempo reale, sul numero e valore delle gare bandite e aggiudicate nel corso dell'anno, suddivise per gare relativi a "forniture", "servizi", "lavori". L'attivazione online dei cruscotti è prevista per il mese di novembre 2016, al termine dei lavori di caricamento delle informazioni e del collaudo del nuovo portale Consip.
Come tutte le novità anche queste avranno bisogno dei tempi tecnici che la stessa consuetudine richiede per apportare il sostanziale mutamento non solo legislativo ma soprattutto e più auspicabile una rivoluzione culturale nelle procedure di gara e non solo nel nostro bel Paese.
 
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