A cura di
Danilo Fiumara
Nel sistema contabile armonizzato degli enti territoriali, il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) rappresenta uno degli strumenti essenziali per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, in quanto consente di tradurre operativamente il principio di prudenza rispetto al rischio di mancata riscossione delle entrate. La sua funzione è ormai consolidata nella prassi degli enti locali; meno immediata, invece, risulta la gestione delle dinamiche che riguardano la possibile riutilizzazione delle risorse accantonate. Su questo specifico aspetto interviene la Faq Arconet n. 58/2026, che offre una chiave interpretativa utile a rendere più chiaro un ambito applicativo che, pur fondato su norme note, presenta profili di complessità operativa.
Il quadro normativo di riferimento resta quello delineato dal D.Lgs. 118/2011 e dall’articolo 187 del TUEL, il quale consente, a determinate condizioni, di destinare le quote svincolate del risultato di amministrazione anche al finanziamento del FCDE dell’esercizio successivo. Tale possibilità introduce indubbi margini di flessibilità nella gestione finanziaria, ma è al tempo stesso incardinata in un sistema che mira a evitare automatismi e a garantire il controllo e la tracciabilità delle decisioni. È proprio questo equilibrio tra apertura e rigore che emerge con chiarezza dalle indicazioni fornite da Arconet.
Lo svincolo del fondo non può essere interpretato come un evento puntuale, bensì come un processo articolato che si sviluppa in più passaggi logicamente distinti. Il primo riguarda l’individuazione della quota potenzialmente svincolabile, che avviene in sede di rendiconto. In termini concreti, si tratta di confrontare l’ammontare del FCDE all’inizio dell’esercizio con quello determinato al 31 dicembre: qualora quest’ultimo risulti inferiore, la differenza indica una riduzione dell’accantonamento e rappresenta, quindi, una possibile disponibilità. Tale informazione è resa esplicita nell’allegato a/1, dove la variazione negativa evidenzia proprio la quota che potrebbe essere liberata.
Questo primo passaggio, tuttavia, non esaurisce il procedimento. La Faq chiarisce infatti che la riduzione del fondo genera una disponibilità soltanto potenziale, che non può essere automaticamente utilizzata. Perché essa diventi effettiva, è necessario un ulteriore atto gestionale e contabile: l’ente deve decidere di destinare una quota di tale differenza e procedere al suo accantonamento nella voce “altri accantonamenti” del risultato di amministrazione. Si tratta di un meccanismo che, a prima vista, potrebbe sembrare ridondante — in quanto comporta il riaccantonamento di risorse appena “liberate” — ma che in realtà risponde a una logica precisa. Attraverso questo passaggio si garantiscono la tracciabilità delle somme, la distinzione tra disponibilità teorica e risorse effettivamente destinate e il collegamento tra rendiconto e bilancio dell’esercizio successivo. In altri termini, si costruisce un percorso contabile trasparente che consente di seguire la destinazione delle risorse nel tempo.
Un ulteriore elemento chiarito riguarda la natura del risultato di amministrazione, che assume carattere definitivo con l’approvazione del rendiconto. Da ciò discende che l’importo del FCDE al 31 dicembre non può essere modificato successivamente, neppure attraverso operazioni di svincolo. Questa impostazione rafforza la stabilità e l’affidabilità dei dati contabili, ma comporta anche una maggiore responsabilità nella fase di determinazione del fondo: eventuali sottostime o errori non possono essere corretti in un momento successivo intervenendo sui valori già approvati.
Anche laddove la quota svincolata sia stata correttamente individuata e accantonata, l’utilizzo effettivo delle risorse richiede un ulteriore passaggio formale: la variazione di bilancio. La Faq precisa che questa può essere adottata sia contestualmente all’approvazione del rendiconto sia nel corso dell’esercizio successivo, ma resta in ogni caso una condizione indispensabile. Senza tale variazione, le somme restano accantonate e non possono essere impiegate. A ciò si aggiunge un vincolo temporale rilevante: se entro la fine dell’esercizio successivo non si procede all’utilizzo, la quota accantonata perde la sua specifica finalizzazione e viene liberata nel rendiconto seguente. Si tratta di un meccanismo che evita il protrarsi nel tempo di accantonamenti privi di concreta destinazione e che sollecita una programmazione effettiva da parte dell’ente.
Il quadro si completa considerando le limitazioni previste per gli enti in disavanzo, per i quali l’utilizzo delle quote accantonate è subordinato al rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, in particolare dall’articolo 1, commi 897 e seguenti, della legge 145/2018. In queste situazioni, l’operazione di svincolo si inserisce in un contesto di equilibrio più fragile e richiede pertanto un livello ancora maggiore di attenzione e prudenza.
In tutto questo processo, l’allegato a/1 del rendiconto assume una funzione centrale non solo sul piano formale, ma anche su quello sostanziale. È infatti attraverso questo prospetto che si può leggere in modo chiaro e completo la dinamica dello svincolo: da un lato, la variazione negativa del FCDE segnala la quota potenzialmente liberabile; dall’altro, la sezione dedicata agli “altri accantonamenti” evidenzia la parte di tali risorse che l’ente ha effettivamente deciso di destinare al finanziamento del fondo dell’esercizio successivo. Questa doppia rappresentazione consente di distinguere in modo netto tra disponibilità teorica e utilizzo programmato, rafforzando la trasparenza delle scelte finanziarie.
Nel complesso, le indicazioni della Faq Arconet n. 58/2026 restituiscono l’immagine di un sistema coerente, improntato a un deliberato rigore. Lo svincolo del FCDE non si configura come un automatismo, ma come un percorso controllato, articolato e pienamente tracciabile. La possibilità di riutilizzare le risorse accantonate rappresenta certamente un’opportunità, ma può essere efficacemente colta solo all’interno di una gestione consapevole, capace di conciliare esigenze di flessibilità con il rispetto dei presidi di equilibrio e prudenza che costituiscono la base del sistema contabile degli enti locali.
Esempio applicativo
Dati di partenza (rendiconto 2025)
- FCDE al 1° gennaio 2025: € 10.000.000
- FCDE al 31 dicembre 2025: € 8.000.000
- Quota svincolabile: € 2.000.000
- Quota da destinare al finanziamento del FCDE 2026: € 1.000.000
| Capitolo di spesa | descrizione | Risorse accantonate al 1/1/ 2025 | Risorse accantonate applicate al bilancio dell’esercizio 2025 (con segno -) |
Risorse accantonate stanziate nella spesa del bilancio dell’esercizio 2025 | Variazione accantonamenti effettuata in sede di rendiconto (con segno +/-) |
Risorse accantonate nel risultato di amministrazione al 31/12/ 2025 |
| (a) | (b) | (c) | (d) | (e)=(a)+(b)+( c)+(d) | ||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | ||||||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | 10.000.000,00 | -2.000.000,00 | 8.000.000,00 | |||
| Totale Fondo crediti di dubbia esigibilità | 10.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | -2.000.000,00 | 8.000.000,00 | |
| Altri accantonamenti | ||||||
| Svincolo FCDE Applicabile al Bilancio 2026 | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 1.000.000,00 | 1.000.000,00 | |
| Totale Altri accantonamenti | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 1.000.000,00 | 1.000.000,00 | |
| Totale | 10.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | -1.000.000,00 | 9.000.000,00 |
Rappresentazione contabile nel rendiconto 2025
Rappresentazione contabile nel Rendiconto 2026 in caso di utilizzo della quota svincolata e con FCDE invariato
| Capitolo di spesa | descrizione | Risorse accantonate al 1/1/20206 | Risorse accantonate applicate al bilancio dell’esercizio 2026 (con segno -) |
Risorse accantonate stanziate nella spesa del bilancio dell’esercizio 2026 | Variazione accantonamenti effettuata in sede di rendiconto (con segno +/-) |
Risorse accantonate nel risultato di amministrazione al 31/12/2026 |
| (a) | (b) | (c) | (d) | (e)=(a)+(b)+( c)+(d) | ||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | ||||||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | 8.000.000,00 | 0,00 | 8.000.000,00 | |||
| Totale Fondo crediti di dubbia esigibilità | 8.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 8.000.000,00 | |
| Altri accantonamenti | ||||||
| Svincolo FCDE Applicabile al Bilancio 2026 | 1.000.000,00 | -1.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 | |
| Totale Altri accantonamenti | 1.000.000,00 | -1.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 | |
| Totale | 9.000.000,00 | -1.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | 8.000.000,00 |
Rappresentazione contabile nel Rendiconto 2026 in caso di mancato utilizzo della quota svincolata e con FCDE invariato
| Capitolo di spesa | descrizione | Risorse accantonate al 1/1/20206 | Risorse accantonate applicate al bilancio dell’esercizio 2026 (con segno -) |
Risorse accantonate stanziate nella spesa del bilancio dell’esercizio 2026 | Variazione accantonamenti effettuata in sede di rendiconto (con segno +/-) |
Risorse accantonate nel risultato di amministrazione al 31/12/2026 |
| (a) | (b) | (c) | (d) | (e)=(a)+(b)+( c)+(d) | ||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | ||||||
| Fondo crediti di dubbia esigibilità | 8.000.000,00 | 0,00 | 8.000.000,00 | |||
| Totale Fondo crediti di dubbia esigibilità | 8.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | 0,00 | 8.000.000,00 | |
| Altri accantonamenti | ||||||
| Svincolo FCDE Applicabile al Bilancio 2026 | 1.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | -1.000.000,00 | 0,00 | |
| Totale Altri accantonamenti | 1.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | -1.000.000,00 | 0,00 | |
| Totale | 9.000.000,00 | 0,00 | 0,00 | -1.000.000,00 | 8.000.000,00 |
























































