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2 febbraio 2016

TASI E IMU ESENZIONE PER GLI IMBULLONATI

Nella circolare 2/2016 diffusa ieri l'agenzia delle Entrate traduce in pratica il principio delle esenzioni dal fisco immobiliare per gli «imbullonati», introdotto dall'ultima legge di Stabilità (commi 21 e seguenti della legge 208/2015) dopo un tira e molla tra il fisco e le imprese alimentato anche dai diversi trattamenti incontrati sul territorio. l'Agenzia disegna per l'esenzione un confine molto ampio, che potrebbe far risparmiare alle aziende anche più dei 770 milioni di euro stimati dal Governo. Ora la palla passa alle imprese, che dovranno chiedere la revisione della «stima diretta», cioè dalla procedura con cui viene calcolato il valore imponibile dell'immobile: il fattore tempo è essenziale, perché chi presenta l'atto di aggiornamento entro il 15 giugno l'imponibile alleggerito sarà valido in modo retroattivo dal 1° gennaio, e quindi taglierà anche l'acconto in scadenza il 16 giugno. 
Da quest'anno Imu e Tasi abbandoneranno le turbine, le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici delle centrali elettriche, a meno che non siano integrati nel tetto o nelle pareti, oltre a macchinari, carroponti, gru, robot e forni nelle industrie manifatturiere, e gli altiforni in quelle siderurgiche.
Dal raggio d'azione delle due imposte gemelle escono anche cabine, funi, motori e più in generale tutti i sistemi di trazione delle funivie e degli altri impianti di risalita, chiudendo a favore dei proprietari un braccio di ferro che si trascina da tempo mentre nei parchi di divertimento l'esenzione riguarda giostre e attrazioni che integrano parti mobili: piscine, cinema, arene e altre costruzioni fisse continueranno a pagare.
I risultati effettivi della novità, dipenderanno dal numero di richieste che saranno presentate dalle imprese ma anche dall'ampiezza delle esenzioni che saranno accordate.
Proprio il carattere variabile delle situazioni territoriali ha complicato i calcoli del Governo, che per il momento ha previsto un taglio di 766 milioni agli incassi Imu e Tasi, e ha previsto che all'interno di questa somma saranno 155 i milioni "a carico" dei Comuni, che saranno comunque indennizzati dallo Stato. Proprio per questa ragione, a differenza di quanto accade per esempio per comodati e affitti a canone concordato, la manovra prevede un censimento puntuale, immobile per immobile, del mancato gettito: sulla base di questa procedura, saranno definiti i parametri per la distribuzione del "rimborso" ai Comuni, che non rientrerà nei meccanismi del fondo di solidarietà comunale. 


 
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