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31 ottobre 2017

ESENZIONE DAL CANONE IDRICO INTEGRATO, UN NODO SCIOLTO

La tariffa del canone di fognatura e depurazione, così come disciplinata dal previgente art. 14, L. 5.1.1994, n. 36, venne costruita quale sommatoria ponderata dei costi di gestione delle opere necessarie al servizio idrico integrato, nonché dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, in modo da assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio del servizio pubblico.

Prima delle modifiche legislative introdotte dall’art. 24, D.Lgs. 18.8.2000, n. 258 e solo fino al 3.10.2000, il canone in esame era considerato un tributo, dovuto a prescindere dall’effettiva stipula di un contratto di utenza. Solo a partire dal 4.10.2000 la giurisprudenza è unanime nella considerazione della tariffa in esame quale corrispettivo di un servizio pubblico a tutti gli effetti, la cui debenza è quindi collegata inscindibilmente alla concreta fruizione del servizio da parte dell’utente.

La tariffa del servizio idrico integrato, determinata dall’Autorità d’Ambito, ai sensi dell’articolo 154 del decreto legislativo n. 152 del 2006, costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità d’ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”.

Anche i giudici amministrativi hanno affermato che “la definizione della tariffa è ispirata alla rigorosa applicazione del principio di corrispettività, al quale sono improntate tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato (articolo 154, comma 1, ult. per. d.lgs n. 152/2006) e la cui valenza è tale che, per l’ipotesi in cui esso non possa trovare piena esplicazione, e ciononostante il legislatore ritenga ugualmente necessaria la corresponsione integrale della tariffa, sono state dettate apposite disposizioni volte a derogarvi”

Le controversie relative alla debenza, a partire dal 3.10.2000, del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue rientrano nella giurisdizione ordinaria, e non in quella delle commissioni tributarie, anche se promosse successivamente al 3.12.2005, proprio a fronte della natura corrispettiva del servizio idrico integrato, inteso quale insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Tale definizione, ha rappresentato il presupposto normativo su cui è stato imperniato il concetto di “unitarietà” tanto in relazione al modello organizzativo di gestione del servizio idrico quanto, conseguenzialmente, alla “essenza” della quota tariffaria ad esso afferente.

Negli anni però questione giurisprudenziale dibattuta è stata la debenza della tariffa della quota spettante il servizio della depurazione delle acque reflue, con sentenza della Corte Costituzionale, 10.10.2008, n. 335, è stata dichiarata l’incostituzionalità dell’art. 155, co. 1, primo periodo, D.Lgs. 152/2006, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. È stata quindi ravvisata nella norma illegittima l’irragionevole eliminazione di qualsiasi diretta relazione tra il pagamento della quota afferente la depurazione e l’effettivo svolgimento del servizio che tale pagamento avrebbe dovuto retribuire, disciplinando in tal modo la corresponsione della quota in modo non coerente con la sua natura di corrispettivo contrattuale. La Suprema Corte è altresì concorde nel considerare a carico del soggetto gestore del servizio di fognatura e depurazione, il quale pretenda la riscossione degli oneri relativi al servizio di depurazione delle acque reflue riferite ad un determinato periodo temporale, l’onere di dimostrare l’esistenza di un impianto di depurazione funzionante proprio in relazione a tale preciso periodo, oggetto di fatturazione.
Avendo natura di corrispettivo di una prestazione contrattuale a partire dal 4.10.2000, non deve essere imputato a chi non beneficia del servizio soggetto al rapporto di condizionalità reciproca delle prestazioni, pertanto il contribuente non può essere tenuto a pagare il corrispettivo di un servizio di depurazione delle acque che non viene erogato.

Con Sentenza 7210 del 2016 la Cassazione ha ribadito tale principio, dunque, pur essendo pacifico che all’utente non allacciato alla rete fognaria non siano erogati i relativi servizi, l’assunto afferma che il servizio di fognatura e depurazione non è reso per mancata istituzione o predisposizione degli impianti da parte del Comune o per la loro temporanea inattività non è altresì equivalente al concetto di servizio non usufruito dall’utente che non abbia voluto allacciarsi alla rete di fognatura e depurazione comunale predisposta e funzionante.

Nel caso in cui l’utente sia dotato di sistemi di collettamento e depurazione propri, deve essere verificata secondo il principio “chi inquina paga”, riportato nell’art. 154, co. 1, D.Lgs. 152/2006, nel rispetto delle disposizioni europee in materia ambientale espresse nell’art. 191, Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. In particolare, l’art. 155, co. 1, ultimo periodo, D.Lgs. 152/2006, prevede che la tariffa non sia dovuta se l’utente è dotato di sistemi di collettamento e di depurazione propri, sempre che tali sistemi abbiano ricevuto specifica approvazione da parte dell’ente di governo dell’ambito.

Tale sentenza conclude affermando quindi il principio di diritto in base al quale la debenza della tariffa di fognatura e depurazione, quale componente del corrispettivo del servizio idrico integrato, non è automaticamente esclusa nel caso in cui i relativi impianti di fognatura e depurazione siano stati dall’ente locale predisposti e siano attivi e la mancata fruizione dei relativi servizi dipenda da un comportamento volontario dell’utente che non intenda allacciarvisi, provvedendo alle rispettive esigenze con sistemi propri.

In tal caso infatti incombe all’utente, che intenda sottrarsi al pagamento della tariffa, l’onere probatorio di dimostrare la compatibilità dei propri sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue provenienti da scarichi di insediamenti domestici con le preminenti finalità di tutela ambientale e della concorrenza relative all’istituzione del servizio idrico integrato così come disciplinate in ambito comunitario.



Si riassumono in tabella i principali casi di esenzione dal canone di fognatura e depurazione
COMPONENTI TARIFFA
SERVIZIO IDRICO
INTEGRATO
Natura quale componente tariffaria fino al 3.10.2000
Natura quale componente tariffaria dal 4.10.2000
Canone fognatura
Tributo
Corrispettivo
Canone depurazione
Tributo
Corrispettivo
ESENZIONI:
CANONE FOGNATURA a
partire dal 4.10.2000
CANONE DEPURAZIONE a
partire dal 4.10.2000
1) Mancato allaccio alla rete fognaria con impianto di depurazione non esistente o temporaneamente non funzionante
Non dovuto
Non dovuto
2) Mancato allaccio alla rete fognaria esistente e funzionante con impianto di depurazione esistente e funzionante
Non dovuto solo se l’utente dimostra la compatibilità dei propri sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue domestiche con le preminenti finalità di tutela ambientale e della concorrenza relative all’istituzione del servizio idrico integrato.
Non dovuto solo se l’utente dimostra la compatibilità dei propri sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue domestiche con le preminenti finalità di tutela ambientale e della concorrenza relative all’istituzione del servizio idrico integrato.
3) Allaccio alla rete fognaria con impianto di depurazione inesistente o non funzionante
Dovuto
Non dovuto
4) Allaccio alla rete fognaria con impianto di depurazione esistente e funzionante
Dovuto
Dovuto

 
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