NEWS >>>

loginpa

infofisco

microservicepa

2 maggio 2018

IL PIANO DI RIEQUILIBRIO PLURIENNALE, IL PREDISSESTO: LE NUOVE LINEE ANAC

Con la delibera 5/2018, la sezione Autonomie ha approvato le nuove Linee guida sul predissesto per adeguarle alle evoluzioni normative e giurisprudenziali degli ultimi 5 anni. Come è opportuno che sia, le stesse si incentrano sui riflessi dell'introduzione del criterio oggettivo di durata massima, compresa tra 4 e 20 anni, della procedura di predissesto.

Per individuare la situazione di sofferenza finanziaria suscettibile di ricorso al predissesto occorre che l'insuperabile squilibrio strutturale, si traduca nell'incapacità di adempiere alle obbligazioni secondo esigibilità a causa della mancanza di risorse effettive a copertura della spesa. Tale situazione deve essere in genere caratterizzata da una grave carenza di liquidità, con conseguente deficit da disavanzo di amministrazione o da debiti fuori bilancio, tale da esorbitare le capacità ordinarie di bilancio e di ripristino degli equilibri e da richiedere mezzi ulteriori.

Nondimeno, le Linee guida ribadiscono che l’accesso al predissesto è la regolare approvazione, nei termini di legge, del bilancio di previsione e dell'ultimo rendiconto, perché le proiezioni successive devono avere come punto iniziale di riferimento una situazione consolidata in documenti ufficiali. Si tratta di adempimenti che, seppur non espressamente richiesti dalla disciplina procedimentale, sono essenziali elementi istruttori.

L’esame va condotto alla luce di una visione dinamica della situazione contabile dell'ente, in modo che l'azione di risanamento e la sostenibilità del percorso di riequilibrio considerino la situazione presente al momento delle valutazioni conclusive, includendo dunque tutte le poste passive o attive maturate nel frattempo.

Il piano di riequilibrio, le cui previsioni pluriennali esprimono un'anticipata programmazione finanziaria vincolante postula l'adozione di misure strutturali che ne evitino il riformarsi. Per tale scopo programmatorio, il piano, va ufficializzato in un accordo formale con i creditori in grado di conferirgli efficacia giuridicaEssenziale è concepire come tale piano sia uno strumento straordinario, previsto per gli enti locali in condizione di grave squilibrio strutturale, volto a prevenire il dissesto ed a ripristinare gli equilibri finanziari. Si precisa pertanto in tali Linee guida che il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale è ammesso solo nel caso in cui le accertate condizioni di squilibrio strutturale non compromettano la continuità amministrativa nello svolgimento delle funzioni e dei servizi indispensabili e, nel contempo, lo squilibrio finanziario e la massa passiva siano ripianabili, ragionevolmente, nell'orizzonte temporale determinato ai criteri dell’art. 243-bis, comma 6, TUEL.

Inoltre, le Linee guida impongono l'assegnazione all'ente di termini precisi per l'adempimento delle richieste istruttorie, pena la valutazione del piano in base allo stato degli atti. Analoga premura è formulata circa l'osservanza dei termini procedurali per l'istruttoria di competenza della Commissione ministeriale, che deve trattare gli affari in base alla cronologia di presentazione.

Un ultimo chiarimento riguarda la facoltà di revoca della procedura di riequilibrio, consentita se esercitata entro il termine di 90 giorni previsto per la presentazione del piano. 
La scelta dell’ente di revocare la richiesta va dunque, formalizzata con una delibera e deve consistere in una rinuncia integrale allo strumento di risanamento.
 
Copyright © 2017 Geropa Srl - Gestione Entrate e Riscossione Entrate Locali
Powered by Geropa